Le pagelle di Masterchef: tra Green Mystery Box e prima esterna, le puntate 7 e 8 non decollano

Le pagelle di Masterchef: tra Green Mystery Box e prima esterna, le puntate 7 e 8 non decollano

Lo dico subito, senza girarci troppo intorno: Masterchef in questo inizio 2026 ci ha regalato delle puntate un po’ noiose. Di quelle che ti fanno venire voglia di controllare il telefono, poi giocare con il gatto, poi aprire il frigorifero, poi di chiudere gli occhi “solo un attimo”. Mi sono appisolata più e più volte, come davanti a un documentario sugli insetti… ma senza il fascino degli insetti. Saranno pagelle svogliate, sì. Nessuno mi ha davvero rapito il cuore questa volta. Nessuno, tranne il mio adorato Antonino Cannavacciuolo, unico faro nella nebbia, unica coperta calda in una notte di formaggi e insalate liquide.

La prima Green Mystery Box di Masterchef 15

La Masterclass inaugura la prima Green Mystery Box della stagione 15 di Masterchef a tema sostenibilità con la Chef Chiara Pavan, che entra in cucina come una sacerdotessa green, portando con sé la sacra parola: riutilizzo. Dentro la box troviamo di tutto: anadara inaequivalvis (che già il nome ti fa sentire ignorante), frattaglie di seppia, carcasse di piccione, bucce, foglie, pane raffermo. Praticamente il contenuto del bidone dell’umido… ma con più dignità. In 60 minuti i concorrenti tirano fuori piatti che oscillano tra il “geniale” e il “ma sei sicuro?”. Vince Alessandro la Golden Pin, mentre Matteo Lee si porta a casa la Green Pin, che regala 10 minuti extra da usare in una prova a scelta.

Invention Test Masterchef con l’insalata liquida di Cannavacciuolo

Arriva l’Invention Test e Antonino Cannavacciuolo tira fuori la sua arma segreta: l’insalata liquida. Qui crollano certezze, autostime e densità. Tutto diventa brodo, crema, pozione.
Qualcuno sembra preparare un primo, qualcun altro un frullato tipo i beveroni che alcuni fit influencer ci propinano come “detox” post festività natalizie. Tra errori, piatti troppo liquidi e consegne completamente fraintese, i peggiori sono Antonio, Eros e Iolanda. Eros saluta tutti e va a casa, lasciando dietro di sé un’insalata con un “cuore nero” (gorgonzola e nero di seppia, mamma mia!) che nemmeno in una puntata di X-Files.

Prima prova in esterna Masterchef 15: protagonista il Parmigiano Reggiano

Si vola a Rivalta in Emilia-Romagna, patria del Parmigiano Reggiano, dove Jonny – vincitore dell’Invention – guida la Brigata Rossa. Dall’altra parte Iolanda, capitano della Brigata Blu. La sfida: antipasto creativo per entrambi, passatelli per i rossi, cotoletta alla bolognese per i blu. Il risultato? Una guerra di fondute e caos. La Brigata Rossa: inizia bene ma sbaglia l’organizzazione. Crocchette servite tardi, piatti mancanti… qui la fonduta (sbagliata) di Jonny è fatale. La Brigata Blu è invece allo sbando con Iolanda che guida (male) la squadra. Ma – colpo di scena – i blu vincono 40 a 10, una disfatta per i rossi.

Pressure Test Masterchef 15 tra formaggi e gnocchi

Tema della primo Pressure Test di Masterchef 15: formaggi italiani. Nel primo step, gli aspiranti chef dovevano indovinare da quale regione provenivano vari formaggi scelti da Iolanda, che li ha messi in difficoltà. Alessandro, Antonio e Gaetano hanno centrato il bersaglio e sono saliti in balconata, mentre Jonny, Irene, Teo, Piponzio e Dottor Lee sono finiti al secondo step. La sfida successiva? Preparare degli gnocchi ripieni in 30 minuti. Dottor Lee si è giocato la Golden Pin. Piponzio invece ha toppato alla grande: gnocchi giganteschi, cotti male e senza ricordare il nome del formaggio usato, un vero disastro che gli è costato l’eliminazione.

Ed ora… ecco le pagelle delle puntate 7 e 8 di Masterchef 15

Antonino Cannavacciuolo: 9 e mezzo

In queste due puntate di Masterchef, Antonino Cannavacciuolo è stato la mia ancora di salvezza. Generoso nei consigli, chirurgico nei giudizi. L’Invention Test con la sua insalata liquida ha messo in crisi moltissimi concorrenti, soprattutto i favoriti. La sua capacità di essere tagliente ma umano allo stesso tempo lo rende un giudice raro, autentico, e senza dubbio il cuore di queste puntate. Antonino è il nostro orsacchiotto che dispensa pacche. Senza di lui, queste puntate sarebbero state un sonnellino di due ore.

Il look di Bruno Barbieri: 0

Caro Bruno, stavolta hai decisamente esagerato. Ok, ci hai abituato ad outfit particolari e insoliti e io adoro questo tipo di moda sopra le righe. Ma in queste ultime puntate, caro Mr. Barbieri, lo stylist ti ha vestito con la tappezzeria delle tende anni ’70. Quel mix di colori e fantasie del completo sembrava fatto con gli stampini dei lavoretti dei bambini all’asilo: volevo guardarti e ridere, ma anche piangere un po’. Terribile.

Chiara Pavan: 8

La mia amata “Cheffa Pavan” torna a Masterchef con la Green Mystery Box a tema sostenibilità, e finalmente un po’ di buon senso in cucina: ingredienti di scarto trasformati in piatti che insegnano come rispettare l’ambiente. Il discorso sulla sostenibilità è stato un piccolo capolavoro, un monito per concorrenti e spettatori: cucinare bene non significa solo creare piatti, ma anche rispettare il pianeta e le materie prime. Abbiamo il quarto giudice di Masterchef 16? Capiamo.

Matteo L. aka Dottor Lee: 6 e mezzo

Ah, il nostro Dottor Lee… nelle puntate 7 e 8 si è visto che anche lui può sbagliare, e questo è stranamente confortante. Nella Green Mystery Box è tra i migliori, nessuna sorpresa. E vince pure la Green Pin. Nell’Invention Test inizia a tentennare anche a causa dello svantaggio dato da Alessandro: qualche errore lo penalizza e non risplende come al solito; nella prima esterna, il suo carattere tranquillo resta nascosto tra le urla e il caos dei compagni più “esuberanti”. Nel Pressure Test poi si gioca la Golden Pin: i suoi gnocchi con pere e noci su fonduta di castelmagno e bitto sono pieni di errori ed è lui ad elencarli. La sua umiltà, però, è un vero tesoro: Lee non si monta la testa, ammette i propri limiti e resta concentrato. Alla domanda di Locatelli “Devono temerti?” lui risponde “Nelle altre puntate ho avuto buone idee“. Se riesce a ritrovare fiducia e ritmo, potrà continuare a fare grandi cose a Masterchef e non solo.

Alessandro: 6

Sinceramente non l’ho capito molto. A parte le sue battute cringe tipo quelle che trovi sulle pagine dei boomer di Facebook, non so se è davvero bravo o è tutta una botta di culo. Nel dubbio la sufficienza se la prende perchè ha vinto la Golden Pin… ma vedremo.

Matteo C. aka Teo: 6-

Preparato, curioso, ma troppo sicuro di sé. Come Dottor Lee, anche Teo in queste due puntate l’ho visto arrancare. La tecnica c’è, i piatti sono ben pensati, ma spesso l’eccesso di sicurezza lo porta a esagerare o a sottovalutare dettagli che poi si rivelano fondamentali. Un talento da non sottovalutare, ma che deve imparare a domare il suo immenso ego… o rischia di finire come un soufflé sgonfio: bello da vedere, ma senza sostanza.

Irene: 8

Irene si è svegliata! In queste puntate ha dimostrato tecnica, gusto e perseveranza. Nell’’Invention Test con la sua insalata liquida ha per me creato un piccolo capolavoro: se solo avesse filtrato il radicchio, sarebbe stato il piatto perfetto. Nella prova esterna, insieme a Vittoria, cucina l’unico piatto davvero apprezzato dai commensali (i passatelli), e nel Pressure Test (immeritato!) prepara degli gnocchi ripieni equilibrati e gustosi che solo a vederli mi hanno messo fame. Solida, coerente e concreta: se le altre donne sono state fino ad ora chiacchiere e show, Irene qui è stata sostanza. L’unica tra le concorrenti donne che riesco a sopportare al momento.

Iolanda: 4 ma anche 8

Miracolata. Nella settima puntata continua a cantare e ballare la samba invece di concentrarsi sulla cucinata. La sua insalata liquida? Una gelatina colorata che fa ridere e piangere allo stesso tempo. Come capitano in esterna crea un vero caos, ma sorpresa delle sorprese: la sua squadra vince, e lei si prende anche una piccola rivincita verso i compagni di brigata che non l’avevano supportata al 100%. Nel Pressure Test, poi, arriva la sua vera “vendetta”: la scelta dei formaggi da far indovinare agli avversari è devastante, mettendo in crisi anche i concorrenti più forti. Iolanda è un po’ come quella zia buffa e imprevedibile: va capita, non presa in giro. Detto questo… Iolanda, canta (e parla) di meno e cucina di più, per favore.

Jonny: 7

Jonny, finalmente meno show e più sostanza (è tornato il Jonny che avevo amato ai Live Cooking!). Vince l’Invention Test inaspettatamente e guida la Brigata Rossa in esterna con organizzazione e senso pratico, anche se la sua fonduta fa perdere tutta la squadra (e si mette anche a piangere, che tenero!). La fonduta killer colpisca ancora nel Pressure Test mandandolo tra i peggiori. Un Jonny non al top certo, ma qui ho visto meno apparenza e più cuore: in queste puntate Jonny dimostra che il talento può convivere con la fragilità tecnica, e questa combinazione lo rende credibile (molto di più di quando fa i cori da Hooligan).