Le pagelle di MasterChef: Live Cooking e Creative Test (terza e quarta puntata)
Tra creative test, giudici meno zuccherosi e un po’ di pepe (finalmente)…habemus Masterclass della nuova edizione di Masterchef Italia
Il trio dei giudici di Masterchef c’è, funziona e – attenzione, colpo di scena – nelle puntate tre e quattro sembra aver messo giù lo zuccherino. EVVIVA. Davvero. L’ebrezza dei Live Cooking prosegue con una terza puntata finalmente più asciutta, meno “abbracciamoci forte” e più “parliamo del piatto, che è meglio”. La quarta puntata, invece, è tutta dedicata al Creative Test dei grembiuli grigi: la Masterclass si forma. Ce l’abbiamo fatta.
Ma bando alle chiacchiere e partiamo subito con le PAGELLE (SPOILER: il Natale è alle porte e sono stata sicuramente più buona).
GIORGIO LOCATELLI: 8
In queste due puntate è stato il più lineare, il più onesto, il più “ti dico no guardandoti negli occhi”. Locatelli ha un dono raro: riesce a mandarti a casa con lo stesso charme con cui altri ti offrono un Negroni. I sì sono ponderati, i no motivati. E poi fa quello che nessuno aveva il coraggio di fare: manda a casa Luciano, il nonno di MasterChef, 92 anni, mascotte nazionale, già nel cuore delle casalinghe di Voghera e pure di quelle di Bari. Il piatto? Al Creative Test porta una triste insalata scondita. Non poteva passare. Locatelli non l’ha fatto passare. Perché MasterChef d’altronde non è “C’è posta per te” e nemmeno una sagra di paese.
BARBIERI & CANNAVACCIUOLO: 7
Lo zoccolo duro di Masterchef, tipo le piastrelle anni ’50 del bagno di tua nonna che non saranno di design ma non si staccano mai. In queste due puntate li ho visti più sul pezzo, meno impastati di buoni sentimenti. Forse merito del montaggio, forse hanno davvero deciso di tirare fuori un po’ di grinta. Ma nessuna sorpresa: sono i soliti Barbieri e Cannavacciuolo. Ma funzionano e vanno bene così. E alla fine, diciamolo, perché cambiare la tua pizza preferita?



CREATIVE TEST: 9
Partiamo a bomba con una prova che non ti fa venire voglia di scrollare il telefono. Batterie di concorrenti bocciati dallo stesso giudice. 40 minuti. Un ingrediente protagonista. E ogni 10 minuti una ruota che ti cambia le carte in tavola come a Risiko, ma con meno amicizie rovinate. Quando la ruota gira esce un colore preciso abbinato ad un gruppo di ingredienti di quel colore. Il piatto evolve sotto gli occhi degli aspiranti chef: qui ci vuole davvero creatività, prontezza mentale, sangue freddo. Gli ingredienti di partenza per le tre batterie sono uovo, capesante, anatra. Mi sono divertita. E quando MasterChef mi diverte, io sono felice.
LA MASTERCLASS: 6 con debito
Il gruppo è finalmente formato. E sembra una classe di liceo. C’è chi promette fuoco e fiamme, chi solo lacrime e attacchi di nervi (sì, Dorella, sto parlando ancora di te).
Storie interessanti, background vari, vite che sembrano sceneggiature Netflix. Ora però voglio vederle nei piatti, non solo nei monologhi. La sufficienza con debito qui è d’obbligo. Mi riservo le prossime puntate per giudicare meglio.
CHIARA PAVAN: 10+
Sempre più a suo agio. Sempre più centrata. Sempre più la giudice che non sapevamo di volere ma di cui avevamo disperatamente bisogno. Non urla, non fa show, non si mette in cattedra. Ti guarda, ti ascolta, ti dice no…e tu annuisci come uno che ha appena capito una grande verità della vita. È elegante, ma taglia come un coltello affilato. Di chef donne così abbiamo un bisogno disperato, soprattutto in un mondo – quello della ristorazione – dove il testosterone regna ancora sovrano.


JONNY: 9
“È quasi magia Jonny”. La rivincita degli outsider, degli “strani”, degli sfigati… di quelli che alle medie venivano scelti per ultimi a ginnastica (eccomi!). Capellone, camicie anni ’90, sembra uscito da una sit-com dimenticata. Eppure è vero, spontaneo, credibile. Cucina con voglia, con fame (vera), con desiderio di dimostrare. Non prende subito il grembiule bianco ma passa il Creative Test e si prende il suo momento di gloria. Jonny è la prova che ogni tanto gli sfigati ce la fanno.


MATTEO: 8
Lui studia…. e si percepisce subito. È giovane, ma non improvvisato. Si gioca l’all-in con lucidità, non con disperazione. Cannavacciuolo dice che lo vorrebbe in brigata: tradotto, promozione sul campo. Il piatto? Anatra, topinambur, puntarelle e gastrique al porto.
Non perfetto, ma pensato. E grazie a lui oggi sappiamo cos’è una gastrique (no, non è un insulto francese). Grazie, Matteo. Servizio pubblico.


GEORGINA: 5
Lei è una “boss”. Lo ripete spesso. Forse troppo. Arriva da Londra, nonno stellato, aura da una che fa ma non sa. Al debutto infatti inciampa: grembiule grigio. La sicurezza sembra più una corazza che un superpotere. Anche al Creative Test vacilla ma conquista il grembiule bianco. Per me per ora resta in panchina…chissà!
EROS: 8
Quando l’amore entra in cucina io mi sciolgo. Eros cucina con gli occhi a cuoricino, moglie al fianco, sogno chiaro: una vita migliore per suo figlio. E io già lì in un brodo di giuggiole. Adoro queste storie di riscatto. Vita difficile ma sogni grandi. Il piatto di Eros? Pasta alla Norma in nido di melanzane, ricotta di pecora, acqua di pomodoro CRISTALLINA. Pasta stesa bene, piatto perfetto. Eros entra subito…. Vai Eros, io sono già sul tuo carro.


FRANCO: 9-
Avviso: qui non sono imparziale. Per niente. Franco mi ha risvegliato l’ormone un po’ come capitava alle adolescenti negli anni ’90 di fronte a Leonardo DiCaprio in Titanic. Franco, vuoi sposarmi? Ma a parte la cotta: Franco ha carisma, fame, testardaggine. Il suo mantra è perfetto: il talento senza perseveranza non vale nulla. E lui se la suda l’entrata nella Masterclass (non come chi ha cucinato delle banalissime orecchiette al pomodoro e si parlo di te Dorella). Tre piatti. Tre tentativi. Un’entrata travagliata ma alla fine ce la fa. Perché a volte la vita premia chi non molla.


IRENE: 5
Non mi convince. Ancora no. Sicura di sé — forse troppo, forse per finta. Grembiule grigio, poi il colpo di fortuna: colpisce la Pavan e vola in Masterclass senza Creative Test. Io aspetto. Ma l’istinto mi dice che non saremo amiche.
DORELLA: 0
Insopportabile. Conquista il secondo ZERO delle mie pagelle. Lei col grembiule bianco (a mio avviso regalato – ve ne ho parlato qui), al Creative Test borbotta dagli spalti e definisce un’altra concorrente, Iolanda, “fastidiosa”. Sorella… stai forse parlando di te? Irrispettosa. Arrogante. Dalle mie parti si dice: “arcal da sta pianta”. E non aggiungo altro.


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