A Battipaglia c’è una pizzeria dove la pizza… si strappa! Scopri La Strappata®
La Strappata® a Battipaglia rivoluziona la pizza in un viaggio tra impasti creativi, materie prime eccellenti e un’identità che profuma di famiglia
Strappare. Un gesto semplice, quasi istintivo, che diventa l’anima di un progetto capace di sorprendere. È proprio da lì che prende vita La Strappata® a Battipaglia, creazione originale di Valerio Di Bratto, pizzaiolo appassionato e sperimentatore, che nel 1998 decide di dare un’identità ben precisa a quella che era, inizialmente, una sorta di alternativa al pane da accompagnare agli antipasti. Un disco d’impasto cotto al forno, poi strappato a mano e condito con olio, sale e origano: un’idea semplice che ha in sé un potenziale straordinario. Nel tempo, quell’“alternativa al pane” si è trasformata in un marchio registrato e in un prodotto iconico, che ha saputo affermarsi come proposta originale nel panorama della ristorazione italiana. La Strappata® è oggi la cifra stilistica del locale di Battipaglia che porta lo stesso nome, una firma inconfondibile che unisce artigianalità, tecnica e gusto contemporaneo.









La storia de La Strappata® a Battipaglia
La pizzeria La Strappata® ha aperto le sue porte nel 1998 con il nome “D&D”, richiamando le iniziali di Di Bratto e De Martino. Oggi è un punto di riferimento in Campania che ha saputo evolversi mantenendo sempre saldo il suo spirito familiare. Nel 2015, il locale ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla pizza, puntando su un ambiente confortevole e curato, oggi composto da tre sale accoglienti con circa 180 coperti totali e dotate di pannelli fonoassorbenti per garantire comfort acustico. Dietro le quinte, la famiglia Di Bratto lavora in sinergia: Valerio è al forno insieme ai figli Pietro e Alex, mentre la moglie Antonietta accoglie i clienti con il sorriso. In cucina troviamo Anna Di Bratto, mentre Lorella si occupa della sala. Anche la pasticceria è affidata a mani fidate: i dolci vengono realizzati da Pastrì, il laboratorio artigianale di Alessia Pinto, moglie di Pietro. Un vero e proprio progetto familiare, dove ogni elemento è parte di una squadra affiatata e appassionata.







Un impasto che parla il linguaggio del territorio
La vera peculiarità de La Strappata® risiede nella lavorazione dell’impasto, profondamente diversa da quella della pizza tradizionale. Si utilizza una miscela di farina tipo 0 con germe di grano e una percentuale integrale, per ottenere un impasto rustico, nutriente e altamente digeribile. Dopo la stesura, il disco viene cotto in forno, dove si forma un unico grande alveolo e una sfoglia omogenea che sarà poi strappata a mano. Questo gesto finale diventa parte integrante del rituale di servizio: strappare per condividere, per assaporare con le mani, per tornare a una convivialità istintiva e sincera. Oltre a La Strappata®, la pizzeria propone una pizza con una forte personalità, frutto dell’incontro tra la tradizione napoletana e quella salernitana. L’impasto, realizzato con farina tipo 0 e germe di grano, è lasciato lievitare per 48 ore a temperatura controllata, per garantire massima leggerezza e digeribilità. Alla cottura in forno a legna si aggiunge un disco con centro morbido e cornicione croccante, ben alveolato, che unisce scioglievolezza e consistenza.
Ma l’innovazione non si ferma agli impasti. Nel tempo, Valerio e i suoi figli hanno condotto un’attenta ricerca sugli ingredienti per i topping, scegliendo solo eccellenze italiane, presìdi Slow Food e produzioni artigianali locali: dai pomodori della Piana del Sele dell’azienda Finagricola al celebre olio extravergine Campania IGP biologico dell’Oleificio Pregio. Non mancano altre eccellenze come la mozzarella di bufala Argiva di Eboli, il fiordilatte di Tramonti, il salame piccante di Bracigliano, i capperi di Salina, le olive infornate di Ferrandina, il Conciato Romano di Castel di Sasso e perfino il tonnetto alletterato del Mediterraneo e le alici del Cantabrico. Una lista che è un vero inno alla biodiversità italiana.






Il menù de La Strappata® a Battipaglia
Il menù de La Strappata® è il risultato di anni di ricerca, sperimentazione e passione. La proposta si apre con un’interessante selezione di antipasti della tradizione come la selezione di salumi e formaggi locali (18 euro), ideale da condividere, il tegamino con caciocavallo e salsiccia (6 euro) servito caldo e filante, oppure golosi sfizi fritti come il crocchè di patate (3 euro) e la frittatina di bucatini con fiori di zucca (4,50 euro), che conquista al primo morso.
Il menù continua con le pizze a doppia cottura, tra le quali spiccano la Montanara 2.0 (10 euro), una reinterpretazione della classica montanarina napoletana con pomodoro cotto, grana e all’uscita una delicata stracciatella di bufala e polvere di olive nere, e la Datterino Orange (11 euro), con una salsa di datterino orange cotta a fuoco lento, pancetta croccante di Zibello e cacioricotta cilentana.




Le proposte di Strappata® sono diverse e raccontano con forza l’identità del locale, dalla Strappata Classica dal 1998 (15 euro) con prosciutto crudo di Parma DOP, pomodorini, rucola IGP della Piana del Sele, mozzarella di bufala Argiva, scaglie di Grana Padano, origano e olio EVO, alla più fresca e leggera Carpaccio (15 euro), con bresaola Lenti valeriana, noci, pepe al limone, Grana Padano e olio al limone. C’è poi la Gran Gusto (15 euro), che porta in tavola il tonnetto alletterato con rucola IGP, pomodorini freschi, olive contadine, origano e olio EVO, mentre per gli amanti delle verdure c’è la Vegetariana (15 euro), novità dell’estate 2025, con bufala campana DOP, pomodorini ciliegino, melanzane e zucchine grigliate, rucola, olio EVO Campania IGP biologico, origano e Grana Padano.






Tra le pizze tradizionali, si ritrovano interpretazioni rassicuranti come: la Come vuole Michele (8 euro), con pomodoro, fiordilatte di Tramonti, pecorino romano, olio di semi di soia e basilico; la Cilentana (7,50 euro) con pomodoro e Grana Padano, e la Diavola Paesana (9 euro), arricchita dal salame piccante di Bracigliano. Le pizze speciali sono invece un esercizio di creatività e gusto: dalla Datterino (11 euro), con datterino giallo e orange dei Monti Picentini, bufala Argiva, fiordilatte affumicato, melanzane fritte, Grana Padano e pancetta croccante, alla Sorella di Don Peppe Tressette (11 euro), con bufala Argiva, salsa di datterino giallo, olive leccino, spianata calabrese, Grana Padano e origano, fino alla Ammollicata (12 euro), con bufala Argiva, pacchetelle del Piennolo, olive di Ferrandina Presidio Slow Food, mollica tostata aromatizzata al prezzemolo e acciughe del Cantabrico. La Angus (13 euro) – con fiordilatte, valeriana, Black Angus affumicato, cialde di Grana e riduzione di Aglianico – e La Dea (12 euro) – fiordilatte affumicato, pancetta di Zibello, cacioricotta di capra cilentano, pepe nero Wiberg, basilico, cornicione ripieno di ricotta di bufala – chiudono il cerchio con eleganza. Il menù si arricchisce poi di pizze stagionali, sfilatini, insalatone con pollo e dolci. La proposta si completa con una curata selezione di birre e vini, oltre a amari e distillati per concludere il pasto nel migliore dei modi.
Credits foto Angelo Mercadante

