Ristorante Bandini, l’indirizzo da non perdere per chi ama il fine dining in provincia di Bologna
A Castel San Pietro, il Ristorante Bandini trasforma memoria e stagioni in una cucina elegante, sostenibile e profondamente identitaria
Nel cuore di Castel San Pietro Terme, tra i portici storici di via Cavour, il Ristorante Bandini rappresenta oggi una delle espressioni più autentiche e raffinate della nuova cucina romagnola contemporanea. Un luogo raccolto, elegante e capace di far convivere radici territoriali e respiro internazionale, guidato dallo chef Roberto Bandini: romagnolo, giramondo, interprete sensibile della materia prima e del suo linguaggio naturale. Aperto da due anni, il ristorante accoglie gli ospiti in un ambiente dal calore intimo: luci soffuse, legno, dettagli che intrecciano antico e moderno, predisponendo a un percorso culinario ricco di nuances. È qui che Bandini dà forma alla sua idea di cucina “simbiotica”, una visione che unisce cibo, corpo e natura attraverso equilibrio, stagionalità e rispetto della terra.





Come nasce la cucina di chef Roberto Bandini
La storia dello chef inizia prestissimo: a soli tredici anni entra nelle cucine dell’Agriturismo Poderone, nelle Foreste Casentinesi, accanto a Lorenzina Benilli. Da lei apprende un principio che ancora oggi guida il suo lavoro: il piatto nasce prima dalla terra, poi dalle mani dello chef. Le esperienze successive lo portano in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, inclusi i mesi trascorsi nel ristorante californiano di Nicola Mastronardi. Viaggi, incontri e tecniche che hanno plasmato un approccio raffinato, sensibile e mai forzato. Dopo molti spostamenti, Bandini decide di tornare “a casa”, in Romagna, portando con sé uno sguardo ampliato e una visione gastronomica libera da schemi. Nascono così prima un panificio artigianale, poi un food truck, fino all’apertura del ristorante sotto i portici castellani.
Il viaggio, però, continua a essere linfa creativa: “Ogni piatto è la rielaborazione di una suggestione: un bosco, un fiume, un luogo o un ricordo dell’infanzia, un dettaglio colto durante un viaggio. Nulla è rigido, nulla è replicato meccanicamente, e infatti i miei menu cambiano di frequente. – spiega Roberto Bandini – Sono d’accordo con Pellegrino Artusi che scriveva come la cucina sia “bricconcella”, nel senso che è imprevedibile e sensibile a tutto ciò che la circonda“.





Il menù del Ristorante Bandini a Castel San Pietro
La filiera del Ristorante Bandini è selezionata con grande rigore, in coerenza con la filosofia “simbiotica” dello chef: i formaggi arrivano da piccoli caseifici della Vallata del Bidente, le carni da allevatori locali e nazionali scelti per affidabilità e rispetto degli animali, mentre il pesce proviene quotidianamente dal Mercato Ittico di Rimini. Accanto alle eccellenze del territorio romagnolo, trovano spazio ingredienti e vini europei di nicchia, selezionati sempre all’insegna dell’etica, della qualità e della sostenibilità. È da questo ecosistema, composto da relazioni solide e produttori virtuosi, che nasce un menù capace di raccontare stagioni, paesaggi e memoria.
Il ristorante propone tre percorsi degustazione (tutti da scegliere in modo uniforme per l’intero tavolo). “Suggestione”, un viaggio in 4 portate pensato per chi vuole assaporare l’essenza della cucina di Bandini, è proposto a 65 euro. Più ampio è “Liberamente”, un menu in 6 portate selezionate dallo chef tra i piatti del momento e le sue intuizioni creative, disponibile a 75 euro. L’esperienza più completa è “D’Istinto”, 8 portate che seguono natura e ispirazione, per una lettura totale dell’identità gastronomica del locale, al prezzo di 110 euro.





La cucina di Bandini trova espressione in piatti che uniscono tecnica, radici e immaginazione. È il caso della Testina di vitello con gamberi rosa e levistico (16 euro), un incontro tra terra e mare che gioca su consistenze e aromaticità fresche, oppure della Triglia all’Amatriciana (30 euro), dove la tradizione si veste di leggerezza grazie alla lavorazione del pesce e alla morbidezza della salsa al pecorino. La ricerca sui contrasti emerge anche nell’Anguilla laccata alla birra con cavolfiore e melassa di cipolla di Medicina (30 euro), un piatto di grande profondità, mentre la parte più vegetale trova voce nel Sedano rapa arrosto con pinoli e topinambur (20 euro), simbolo della capacità dello chef di valorizzare anche gli ingredienti più umili. Tra le carni, spicca il Petto d’anatra al miele con zucca e liquirizia (28 euro), ricco e avvolgente, mentre la pasta fresca diventa racconto di memoria famigliare nel Cappellino ripieno di manzo e crudo di Parma con funghi e fondo di arrosto (22 euro).
La carta dei vini rende omaggio alle eccellenze italiane, arricchite da incursioni francesi mirate. Le etichette cambiano nel tempo in armonia con i piatti e privilegiano identità, qualità e storie virtuose. Prima della cena, oppure per un momento informale, “L’Aperitivo Randagio” permette di accomodarsi al bancone e degustare cocktail classici o contemporanei, affiancati dai “generi di conforto” preparati dallo chef.
Ristorante Bandini
Via Camillo Benso Conte di Cavour 37, Castel San Pietro Terme (BO)

